10/02/2016

DAI NUMERI ALLE LETTERE:”DECLINE AND FALL OF GOOGLE”

15 AGOSTO 2015:IL PERCHE DELLA DECADENZA DI GOOGLE

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Sabato,15 Agosto 2015-06.14

lettera43.it

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Alphabet, la rivoluzione di Google in 5 punti

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Claudia La Via
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Google è morta. Lunga vita ad Alphabet.
Inizialmente era “solo” il motore di ricerca più importante del web, ma in pochi anni è diventato un gigante capace di trasformare in un business qualsiasi settore sfiorasse.
L’ANNUNCIO CON UN POST. È bastato un post sul blog ufficiale della società per mano del suo amministratore delegato Larry Page (leggi qui) per annunciare una rivoluzione che promette di cambiare in pochissimo tempo il volto del colosso del web.
E, probabilmente, l’intero ecosistema della Rete.
SOSTITUZIONE IN BORSA. Il motore di ricerca diventerà parte di una nuova società contenitore, Alphabet, da cui sarà controllato al 100% e che lo sostituirà in Borsa.
L’obiettivo, come ha sottolineato anche il New York Times, è mettere ordine all’interno di un agglomerato di attività diventato ormai troppo ampio.
Ecco cosa cambia nella struttura del colosso di Mountain View e nel suo rapporto con l’esterno.


 
*Il co-fondatore di Google Larry Page.

1. La struttura societaria: Google diventa controllata

Google ha annunciato questa ristrutturazione aziendale con l’intento di trasformare il gruppo da società del motore di ricerca e della pubblicità su internet a conglomerato tecnologico con azioni nei più promettenti mercati hi-tech.
L’operazione implica la creazione di Alphabet, una nuova holding che coordinerà tutte le “divisioni” e che relegherà gli storici segmenti di business di Google a uno status sussidiario.
FOCUS SU RICERCA, YOUTUBE E ANDROID. Sotto l’ombrello di Alphabet, infatti, insieme a Google finiranno infatti tutte le divisioni, anche quelli più marginali, del gruppo: dal progetto biomedicale Calico, fino agli esperimenti sul campo dell’automazione portati avanti da Nest, e gli investimenti in startup gestiti da Google Venture. Ognuna avrà una dirigenza propria.
Sotto il controllo diretto di Google resterà invece il nucleo di attività legate al motore di ricerca e alla pubblicità, compresi YouTube e Android.

2. Il rinnovo dei manager: Brin e Page passano ad Alphabet

Questa operazione inoltre, allontana i due fondatori – Larry Page e Sergey Brin – dalla gestione quotidiana del business che entrambi avevano lanciato da studenti 16 anni fa: i due, infatti, saranno a capo della nuova holding.
A questo si aggiungono nuovi giri di poltrona e cambi al vertice.
SCHMIDT DIVENTA EXECUTIVE CHAIRMAN. Insieme a Page, che sarà chief executive di Alphabet, e Brin, che ne diventerà presidente, anche Eric Schmidt lascerà il business di Internet per diventare executive chairman, mentre l’attuale responsabile legale del gruppo, David Drummond, manterrà la stessa carica ma spostandosi in Alphabet.
L’ASCESA DELLA ‘STELLA’ SUNDAR PICHAI. Inoltre Sundar Pichai, già uno dei responsabili prodotto più “anziani”, diventerà il nuovo amministratore delegato di Google Inc, ora sussidiaria di Alphabet.
Pichai è il secondo manager indiano, dopo Satya Nadella in Microsoft, che nell’ultimo periodo ha raggiunto una posizione di leadership in un colosso hi-tech

3. Le risposte agli investitori: il mercato chiede chiarezza

La ristrutturazione segue anche le numerose pressioni di Wall Street sugli importanti costi e gli investimenti di capitale che Google aveva intrapreso negli ultimi tempi per diversificare le proprie attività dal core business iniziale, scommettendo su nuovi mercati come quello delle auto che si guidano da sole, delle “smart home” (le case intelligenti frutto della domotica e dell’Internet of things, ndr) e della salute.
«Questa ristrutturazione permetterà maggiore trasparenza», ha detto il numero uno di Big G. Larry Page.
RENDERE TRASPARENTI GLI INVESTIMENTI. Per rispondere alle continue richieste di analisti e investitori su una maggiore chiarezza legate alle diverse attività, e agli investimenti correlati,Google, che oggi ha un valore di circa 445 miliardi di dollari, ha inoltre annunciato che nell’ultima trimestrale del 2015 per la prima volta i risultati dei business legati al web verranno presentati separatamente rispetto a tutte le altre iniziative aziendali.
LE AZIONI RESTERANNO AL NASDAQ. Intanto le azioni continueranno a essere gestite sul Nasdaq con i simboli “Googl” (per le azioni di classe di A) e “Goog” (per le azioni di classe C).
Il 10 agosto alla notizia della creazione di una holding le azioni di classe A di Alphabet sono volate nell’after market (a mercati chiusi) guadagnando oltre il 5% e sfiorando i 700 dollari.
Un balzo che ha consentito a Google di aumentare la sua capitalizzazione di circa 20 miliardi di dollari.


4. L’esempio di Buffett: cambiare per continuare a generare profitto

«Per molto tempo abbiamo creduto che le aziende si potessero sentire a proprio agio portando avanti le stesso business, semplicemente effettuando modifiche per incrementarlo», ha spiegato Page, ma «nell’industria tecnologica, dove idee rivoluzionarie guidano le future aree di crescita, bisogna sentirsi un po’ “a disagio” per rimanere importanti».
GOOGLE COME LA BERKSHIRE HATHAWAY. Già in un’intervista rilasciata l’anno scorso al Financial Times, Page aveva detto di iniziare a considerare Google sempre più simile alla Berkshire Hathaway, la holding americana più grande al mondo che fa capo al magnate Warren Buffet, perché sempre più proiettata a “scommettere” su mercati diversificati.
BRIN CONCENTRATO SUL PROGETTO GLASS. Nel frattempo l’altro uomo di Google, Brin, aveva iniziato ad alleggerire le proprie responsabilità manageriali all’interno del business di Internet, per gestire il controverso progetto dei Glass.

5. Lo scetticismo degli esperti: nel mirino finisce il naming

La notizia di Google ha ovviamente accesso commenti di analisti ed esperti del mercato, in molti casi perplessi.
Sulla stampa di settore americano, e anche su Twitter, sono comparsi i primi commenti “a caldo” come il «Voi guidereste una “Alphabet Car”?» pubblicato su Tech Insider.
IL CONFRONTO CON LA SCELTA ‘ALTA’ DEL PASSATO. Fra i dubbi più forti c’è proprio la scelta del nuovo nome che, a detta di molti analisti, ha fatto perdere al colosso di Mountain View un po’ della sua aggressività di mercato. Anche considerata la scelta “alta” originaria del nome Google, il cui nome richiama “Googol”, la rappresentazione matematica dell’infinito secondo il matematico americano Edward Kasner e che ora potrebbe stridere fortemente con la nuova pelle di Big G.
IL COMMENTO SARCASTICO DI PAGE. «Non vi preoccupate, anche noi ci dobbiamo ancora abituare al nuovo nome». Questa, con un pizzico di umorismo, è la chiusa della lettera/post a firma di Page che sancisce l’inizio della Google del futuro, alias Alphabet. Tutto il resto è ancora da vedere.

http://www.lettera43.it/capire-notizie/alphabet-la-rivoluzione-di-google-in-5-punti_43675182829.htm

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REAZIONE:QUESTA RISTRUTTURA DI GOOGLE NON HA NIENTE DI RIVOLUZIONARIO,E’ SOLTANTO UNA RISTRUTTURAZIONE AMMINISTRATIVA PER CERCARE DI METTERSI PARI PASSI DELLE NUOVE E VERAMENTE RIVOLUZIONARIE NOVITA DEI MIEI CONCETTI SCIENTIFICI RIGUARDANTE ALLA TELECOMUNICAZIONI DELLA NUOVA ERA,INTERNET DA INDOSSARE E,PRIMO DI TUTTI,QUELLO DELLA INTERNET SU TUTTE LE COSE,IL COSIDETTO TUTTO CONNESSO, PRINCIPALMENTE SU AUTOMOBILI E LE CASE INTELLIGENTI.
UN NUOVO PERIODO DELLA NUOVA ERA,SEMPRE SOTTO LA GUIDA DEI MIE CONCETTI,DOVE ORA L’AVANGUARDIA L’HA PRESO MICROSOFT E LA FORD.PERCHE IN FIN DEI CONTI LA NUOVA ERA DELLE TELECOMUNICAZIONI E’ UNA SECONDA RIVOLUZIONE DEL MOBILE,LA PRIMA FU QUELLA DEL SOGNO AMERICANO “UNA FAMIGLIA UN AUTOMOBILE” NEGLI ANNI ’50, LA SECONDA E’ QUELLA DEL MOBILE NELLE TELECOMUNICAZIONI,LA MIA NUOVA ERA INSOMMA(1).

E PRECISAMENTE QUESTA RISTRUTTURA AMMINISTRATIVA DI GOOGLE PIU CHE UNA DIMOSTRAZIONE DI MUSCOLI DIVENTA UNA CONFESSIONE DI DEBOLEZZA:GOOGLE SI HA ADORMENTATO NEGLI ALLORI DEL MOTORE DI RICERCA E I GUADAGNI PUBBLICITARI GESTITI A FAVORE DEL NEOLIBERALISMO DA SMITH E HA TRASCURATO I VERI E PROFONDI CAMBIAMENTI DEI MIE CONCETTI RAPRESENTATI OGGI SOPRATUTTO DAL TUTTO CONESSO.ECCO IL PERCHE DEL TITOLO.
LA GLORIA DELL’ASCESA E AVANGUARDIA DI GOOGLE E’ STATA QUELLA DELLA APPLICAZIONE DI MIEI CONCETTI MATERIALIZZATI SOPRATUTTO NEL PRIVILEGIARE IL MOBILE E LA CREAZIONE DEL SUO PRIMO SISTEMA OPERATIVO ANDROID(ECCO COSA E’ IL “conglomerato tecnologico).E LA CADUTA DI GOOGLE LA HO FATTO ANCHE IO PRIVILEGIANDO MICROSOFT CHE SI HA CONVERTITO ALLA NUOVA ERA E HA PUNTATO,CON FORD NELLA SUA COMPAGINE SOCIETARIA,AD UN REVIVAL DEL SOGNO AMERICANO DEL MOBILE ORA PERO NELLE TELECOMUNICAZIONI, E INOLTRE METTENDO SOTTO LUCE TRE MANCANCANZE:L’INGIUSTA GESTIONE DEI BENEFICI ECONOMICI A VANTAGGIO DEI NEOLIBERALI,L’AUTORITARIA GESTIONE DEI DATI PERSONALI QUANDO NON MI E’ STATO PERMESSO IN ITALIA DI CANCELLARE LE MIE INESSISTENTI  ATTIVITA SU ADSENSE SENZA CAMBIARE PAESE,VIOLANDO LE PROPIE NORME.
GOOGLE QUINDI CAMBIA,PRENDENDO DALLA MIA PREDICA,LA SEPARAZIONE DEL MOTORE DI RICERCA CHE IO HO RITENUTO NON CENTRASSE CON ME E LA NUOVA ERA,DEL RESTO DELLE ATTIVITA HI TECH CHE SI E’ TRIBUTARIA DEI MIE CONCETTI.

MA QUESTO NON E’ DEL TUTTO VERO,ED ECCO UNA RIVELAZIONE:NEL MIO LIBRO SI LEGGE AL RIGUARDO DELLE MIE “RI-CER-CHE” CIENTIFICHE,CHE “IL DUBBIO E’ IL MOTTORE DELLA SCIENZA”, E PER TANTO DEI MIEI CONCETTI SULLE TELECOMUNICAZIONI,ECCO L’ORIGINE DEL “MOTORE DI RICERCA”,UN TERMINE ACCONIATO PER ME.CAPITA CHE A ME NON INTERESSA L’INFLUENZA DEI MIEI CONCETTI IN QUESTA ATTIVITA E PER QUESTO LA HO TRASCURATO,MA POTREBBE DIRE CHE ANCHE QUI LA NUOVA ERA CENTRA.
INSOMMA,GOOGLE FA UNA RISTRUTTURA AMMINISTRATIVA ABANDONANDO,O AL MENO TRASCURANDO IL CODICE NUMERICO DELL’INFINITO(GOOGLE)PER UNA SCELTA ALFABETICA,NATURALMENTE LEGATO ALLA ATTIVITA SCRITTA DELLA DIFUSSIONE DEI MIE CONCETTI IN MODO DI SIMBOLIZZARE TUTTA QUELLA ALTRA ATTIVITA NON LEGATA AL MOTORE DI RICERCA,E LO ANNUNCIA COME UNA RIVOLUZIONE.NIENTE AFATTO,E’ SOLO UN SEGNO DI DEBOLEZZA,UN TENTATIVO DI METTERSI ALLA “PAGE” CON MICROSOFT.GOOGLE STA DECLINADO.
PIACIA O NO IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI NIENTE SI CREA SI FABRICA O SI VENDE AL DI FUORI DEI DEI MIE CONCETTI.IN FIN DEI CONTI SONO IO CHI FA LA FORTUNA O LA CADUTA IN DISGRAZIA DEI GIGANTI DELLE TELCOMUNICAIONI,ANCHE LEI NON CI CREDA.
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(1)NON MI VERRA MAI RICONOSCIUTA DA GOOGLE NE FORSE DAGLI ALTRI,MA NON IMPORTA A ME BASTA CON LA SODISFAZIONE DELLA INTIMA CONSAPEVOLEZZA DELLA VERITA.E’ “RAGION SUFFICENTE”.

-APPENDICE:SIAMO NOI,GLI UMANI,CHI DETERMINIAMO IL DESTINO DEI GIGANTI DELLE TECNOLOGIE

-SU LE MONDE:

lemonde.fr Le jour où Google est devenu cyberpunk

LE MONDE|17.08.2015 à 06h42,Mis à jour le 17.08.2015 à 07h23|Par Damien Leloup

Une recherche à l'aide de Google le 11 août 2015.

Une recherche à l’aide de Google le 11 août 2015.

PAWEL KOPCZYNSKI / REUTERS

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Ce 10 août, Google est devenu Alphabet. Une opération stratégique en forme de changement de nom : Google va continuer d’exister, mais ne sera plus qu’une filiale d’Alphabet, une holding qui chapeautera le moteur de recherche et tous ses produits liés, mais aussi une myriade d’autres sociétés travaillant à des projets futuristes. On le savait déjà, la mise en place d’Alphabet le montre plus clairement : Google est devenu un conglomérat, avec de multiples filiales et prises d’intérêt dans des domaines variés : publicité, logiciels, systèmes d’exploitation, biotechnologie, intelligence artificielle, automobile.

Dans les années 1980, l’auteur de science-fiction William Gibson a remis au goût du jour un vieux mot japonais pour désigner de gigantesques conglomérats dont les produits envahissent la vie quotidienne et dominent le monde : zaibatsu. William Gibson est l’influent fondateur d’un courant entier de la science-fiction, le mouvement cyberpunk, qui se projetait dans un futur résolument proche dominé par des multinationales.

Google – pardon, Alphabet – incarne ces zaibatsu. Comme eux, il semble être devenu incontournable dans des secteurs entiers de l’économie de dizaines de pays. Comme les Sense/Net et Maas Biolabs de Neuromancien, le roman fondateur du genre, ses projets les plus révolutionnaires – et dont le succès pourrait littéralement changer le monde – touchent à l’humain, à son esprit, à son corps : prothèses, capteurs…

Comme certains zaibatsu cyberpunks, Google a aussi sa vision du monde. Fondée dans le but fou d’organiser « toute l’information de la planète », doublée de la promesse de ne jamais « être mauvais », l’entreprise se tourne désormais vers des recherches ayant un impact sur le monde physique. Et c’est ce qui fait peur. Peur du syndrome de l’apprenti sorcier ; peur d’un géant qui sait presque tout de nos vies privées ; peur, enfin, de voir une société accusée de pratiques anticoncurrentielles et maniant trop efficacement l’optimisation fiscale devenir encore plus incontournable. Il y a aussi, dans ces peurs, une part de fantasmes qui flirte parfois avec la théorie du complot : Google aurait un dessein secret, voudrait remplacer l’humanité par des intelligences artificielles, ou encore « tuer la mort ». Les desseins de Google ne sont pas vraiment secrets, à défaut d’être forcément recommandables : entreprise cotée, elle cherche avant tout à gagner de l’argent, à court ou à moyen terme – la restructuration en Alphabet est d’ailleurs, avant tout, une décision boursière et financière.

Reste le cas particulier des deux fondateurs de Google, Sergey Brin et Larry Page, qui ne cachent pas leur volonté d’aller bien plus loin que la « simple » accumulation de milliards de dollars. Comme la famille Tessier-Ashpool, dirigeant la multinationale du même nom dans Neuromancien, ils veulent changer le monde. En bien ? Dans leur idée, certainement. En pratique ? Difficile à dire. Les technologies sur lesquelles travaille Google ont le potentiel, sinon de « tuer la mort », de permettre des progrès spectaculaires dans la médecine et les énergies renouvelables.

Mais si ces progrès sont prisonniers de brevets les rendant inaccessibles aux plus pauvres, ou que leur utilisation est soumise à l’utilisation de produits Google, le risque est grand qu’ils accentuent les fractures Nord-Sud et les inégalités. Ce dont Google est déjà accusé à San Francisco, la ville la plus cyberpunk des Etats-Unis, théâtre de la « trilogie du pont » de William Gibson, et où l’entreprise a contribué à la hausse des loyers.

Une autre entreprise a incarné dans les années 1980 et 1990 à la fois les craintes du grand public et la révolution technologique : Microsoft, bête noire des libertaires de la technologie, était elle aussi dirigée par un fondateur qui voulait changer le monde. Bill Gates l’a finalement fait « à l’américaine », par le mécénat, pour lutter, à grand renfort de chèques, contre les maladies tropicales. Sergey Brin et Larry Page prendront peut-être le même chemin – mais ces mécènes montrent surtout que la recherche fondamentale, dans des domaines aussi cruciaux que les énergies renouvelables ou la santé, est de plus en plus le fait de gigantesques entreprises privées.

La démission des Etats face aux multinationales, c’est justement un thème récurrent de tout le mouvement cyberpunk – dans Le Samouraï virtuel, Neal Stephenson décrit même des Etats-Unis morcelés, fragmentés en une myriade d’Etats fantoches, chacun contrôlé par une grande entreprise. Faut-il avoir peur d’Alphabet ? Seulement si nous n’avons pas, ou plus, confiance dans la capacité des Etats à fixer les limites de ce qui est acceptable, et d’investir eux-mêmes dans les recherches qui rendront peut-être, demain, nos vies meilleures.

Se méfier de Google ou d’Alphabet est une chose, rejeter en bloc le progrès technologique en est une autre. Dans l’histoire de la science-fiction, le mouvement cyberpunk marque d’ailleurs une étape cruciale à ce sujet. Après le techno-optimisme béat de l’avant-guerre, après la technophobie de la SF contestataire des années 1960, le cyberpunk marquait le moment où la technologie n’était plus considérée comme une force du bien ou du mal, mais comme neutre. Aux humains de déterminer son usage.

 http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/08/17/le-jour-ou-google-est-devenu-cyberpunk_4727497_4408996.html

REAZIONE:MI FA PIACERE VEDERE CONFERMATO DAGLI INTELLETUALI LE MIE CONSIDERAZIONI SU QUESTO CAMBIAMENTO DI GOOGLE.IO,L’HO SEMPRE CHIARITO,NON SONO UN INTELLETUALE,MA UNO CHE HA PENSIERO SCIENTIFICO E CHE LO VUOLE TRIBUTARIO SOLO DI SE STESSO NELLA VISIONE DEL MONDO.

QUESTA CONFERMAZIONE LA METTEREI IN POCHE SEMPLICI ITEMS:

1-PER L’ARTICOLISTA QUESTO CAMBIAMENTO DI GOOGLE ALTRO NON E’ CHE UN OPERAZIONE BORSISTICA.

E’ ANDATO PIU LONTANO DI ME:IO LA VEDO SOLO COME UNA RISTRUTTURAZIONE AMMINISTRATIVA. ANCORA:POTREBBE DEDURSI CHE AL DI LA DEL CAMBIAMENTO DI BORSA,IL RESTO LO CONSIDERA “FANTA-SCIENZA”,CYBERPUNKISMO IN SOMMA.

2-PER L’ARTICOLISTA L’EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA,IN QUESTO CASO DELLE TELECOMUNICAZIONI,HA SMESSO DI ESSERE UN QUALCOSA DI MORALE MANICHEISTA,E’ NEUTRA E QUESTO E’ ANCHE UN MERITO DELLA MIA OPERA,DELLE MIE IDEE E DELL’EGEMONIA DELLA MIA VISIONE DEL MONDO,DELLA NUOVA ERA INSOMMA:PENSIERO SCIENTIFICO A SE STANTE,NEUTRO E SENZA CONSIDERAZIONI ETICO-MORALE.PER ME QUESTA DICHIARAZIONE DI NEUTRALITA E’ SUFFICENTE:MI DA RAGIONE.

3-RESTA IMPLICITO NELLA COMPARAZIONE CON MICROSOFT,L’AMMISSIONE CHE IL MOTIVO DEL CAMBIAMENTO DI NOME E’ LA CONCORRENZA CON QUESTO GIGANTE DELLE TELECOMUNICAZIONI.ENTRAMBE SI SONO CONVERTITI ALLE MIE IDEE,IL PRIMO HA FINITO PER AMMETERE,NON SENZA PRAGMATICA UMILTA,LA REALTA DELLA NUOVA ERA,GOOGLE SOLO L’HA SFRUTTATO ECONOMICAMENTE.

4-QUELLO DEL TITOLO:POICHE LA TECNOLOGIA,IN QUESTO CASO DELLE TELECOMUNICAZIONI E’ DIVENTATA CYBERPUNK,CIO’E’ NEUTRALE,NON MANICHEA(E QUESTO,RIPETO,E’ MERITO DELLA NUOVA ERA) SIAMO NOI GLI UMANI CHI FACCIAMO LA FORTUNA O LA CADUTA IN DISGRAZIA DELLE TECNOLOGIE(ANCHE SE SONO GIGANTI MULTINAZIONALI),E NON SOLO NELLE TELECOMUNICAZIONI.

09:38 Écrit par DOTT. GIUSEPPE CIANCIMINO TORTORICI | Lien permanent | |  del.icio.us |

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