24/03/2012

Impact public de mon travail écrit:mises à jour(Continuation 95)

martedì 6 marzo 2012

LA NUOVA ERA FA FATICA A CURARSI IN SALUTE

Di questo argomento mi sono occupato piu volte,vedi di seguito:
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2009/12/la-nuova-era-si-cura-in-salute.html

Adesso vedi questo nuovo testmonio di una bloghista di "LA STAMPA" di Italia:




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26/2/2012 - Sfruttamento senza regole e mercato internazionale
Coltan, il dramma dell'Africa in un cellulare
L'estrazione del mix di columbite e tantalite essenziale per la maggior parte dei congegni elettronici alimenta l'infinita guerra civile del Congo
Quanto costa davvero un telefonino? Non sto parlando di offerte e sconti e promozioni, ma del suo impatto, delle sue conseguenze, per così dire.Chi possiede un cellulare sa (o dovrebbe sapere) che cos’è il coltan. Si tratta di un minerale, anzi di una combinazione di minerali, columbite e tantalite, essenziale per la fabbricazione di tutti i gadget elettronici perché serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione. Dai cellulari alle cellule fotovoltaiche, dalle telecamere ai computer portatili fino all'industria aerospaziale, agli air bag, ai visori notturni, alle fibre ottiche, il coltan è presente e sempre più ricercato. Il suo valore, minimo fino a una cinquantina di anni fa, è in costante ascesa. Estrarlo non è semplice, si tratta di frantumare minutamente pietre in grandi cave all’aperto. Tipico lavoro da miniera, di quello duro, antico.Ma non è solo questo, il punto è che il coltan, il suo sfruttamento, il suo commercio in gran parte illegale, sono alla base della interminabile guerra che devasta la repubblica democratica del Congo, l'ex Congo belga già provato dal feroce colonialismo di Leopoldo II, che è una delle più importanti zone di estrazione. I proventi della vendita del minerale servono infatti a pagare i soldati e ad acquistare nuove armi alimentando la lotta tra gruppi paramilitari e guerriglieri nella regione di Kivu, nella parte orientale del Paese e nei vicini Rwanda e Uganda. Un commercio senza regole con strane interazioni tra gruppi armati locali, multinazionali dell’elettronica occidentali e asiatiche e organizzazioni criminali internazionali.Un tema di cui l’Onu si occupa senza successo fin dal 2002 e che si traduce in una catena di conflitti e sfruttamento, lavoro minorile compreso perché sono i bambini, specie i più piccoli – rapiti o comprati alle famiglie - i più adatti a calarsi nelle strette buche da cui si estraggono le pietre che contengono il coltan. A salari da fame. Secondo un rapporto di Watch International del 2009, la manodopera locale prende l’equivalente di 18 centesimi di euro per ogni kg di coltan estratto, che per i bambini scende a una paga giornaliera di 9 centesimi. Il prezzo di mercato del minerale arriva fino ai 600 dollari al kg.Un’attività svolta senza alcuna regola né sicurezza per un mercato che ne è altrettanto privo. Se infatti il cosiddetto “protocollo di Kimberley”, di cui molte associazioni chiedono un omologo, ha posto un minimo di regole al mercato dei diamanti, per il coltan non esiste nulla del genere, malgrado l’amministrazione americana nella riforma di Wall Street abbia introdotto un articolo, il 1502, che prevede per i produttori di apparati elettronici quali grandi consumatori di coltan, l’obbligo della certificazione sulla sua provenienza. In mancanza di un organo di controllo, infatti, si tratta di mera autocertificazione. Sta quindi alla libera iniziativa delle singole aziende garantire che le apparecchiature elettroniche prodotte provengano da zone conflict-free e da una produzione legale. Quante lo faranno?

TESTIMONIO GRAFICO:
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IL MIO COMMENTO:
E' un duro testimonio ma la sua presenza dopo tanto tempo che io mi sono occupato di questo argomento senza che si intravedano progressi significativi della situazione nel Congo e gli altri paesi Africcani,ci parla di un fallimento:il fallimento di Occidente(naturalmente non solo) a mettere un muro a questi mali.
Ma l'articolo mi sembra a dire poco male intenzionato alla ora di atribuire colpe:questo fallimento è anche il fallimento di Hillary Clinton e l'amministrazione Obama.Non bastano leggi per transformare la realta malgrado gli avvocati ci credano,questa è una sua "deformazione professionale".Voglio dire che non basta questo articolo nella riforma di Wall Street se non si impplementano severi controlli e sanzioni a quelle aziende che lo violano.Dire il contrario sarebbe ipocresia.Stessa situazione ha dovuto affrontare la Clinton con quelle aziende che in/con Cina violavano le norme sulla liberta di espressione senza che ci sia ancora un efficace controllo.Per finire inutile dire che le aziende Americane sono le piu grandi beneficiati di questa situazione di guerre,schiavitu e violazioni della dignita umana.

(Ah...lo sapete ormai che la Clinton non è piu rapresentativa ne rapresentante della NUOVA ERA da molto tempo indietro)
 
13 MARZO 2012:EDITORIALE DELLA "NUOVA ERA"

-APRIRE UNA ATTESA SULLE "TERRES RARES"
Questo scritto la si potrebbe sottotitolare cosi:LA NUOVA ERA FA FATICA A CURARSI IN SALUTE II:BOTTA E RISPOSTA
-Succede che adesso sullo stesso argomento di sopra e quasi a modo di risposta potrebbe pensarsi,in Francia,su "Le Figaro" si legge cosi:

Commerce:Japon, Europe et États-Unis attaquent la Chine
Mots clés:Commerce,Terres rares, Karel De Gucht,OMC
Par Jean-Jacques Mevel
Publié le 13/03/2012 à 16:52 Réactions (16)
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La procédure engagée devant l'Organisation mondiale du commerce (OMC) sur les «terres rares» chinoises reflète les tensions commerciales croissantes entre la Chine et l'Occident.

La tension commerciale monte avec Pékin. L'Union européenne, les États-Unis et le Japon ont engagé une plainte contre la Chine sur le dossier des «terres rares», matières premières dont elle a le quasi-monopole et qu'elle rationne à l'exportation au profit de sa propre industrie de haute technologie.
La procédure engagée devant l'OMC, avec le soutien remarqué de Barack Obama, témoigne d'un foisonnement des sujets de frictions. Pour l'Europe, elles vont du récent blocage des ventes d'Airbus à un refus récurrent d'ouvrir les marchés publics chinois. Une plainte conjuguée sur les «terres rares» pourrait conduire à des sanctions. Mais elle risque de n'aboutir qu'au bout de plusieurs années.
L'objectif politique de la triple «demande de consultation» déposée mardi à l'OMC est de pousser la Chine à transiger sans délai sur les quotas, les droits de douanes et autres obstacles qu'elle a érigés à l'exportation de 17 «terres rares» et de deux métaux, le tungstène et le molybdène. Bruxelles reste sans illusion: «Les signaux reçus de Pékin ne permettent pas d'envisager une levée rapide des restrictions», dit un responsable du dossier.
Bien que la République populaire s'en défende, il s'agit clairement d'une «violation des règles du commerce international», d'après l'UE. Les restrictions chinoises «doivent être levées, insiste Karel de Gucht, commissaire européen au Commerce. Elles sont dommageables à l'industrie européenne et aux consommateurs, y compris dans les secteurs de pointe et les technologies vertes (…) La Chine ne nous laisse pas le choix».
Pour les «terres rares», l'Europe est dépendante à près de 100% d'un marché mondial contrôlé à plus de 90% par la République populaire. Les restrictions imposées par Pékin, à partir de juin 2010, ont provoqué la fièvre sur les cours, avec des hausses dépassant 500% sur certains de ces éléments.Délocalisation d'industries d'avenir
L'inflation se répercute à tous les secteurs de haute technologie, des téléphones portables aux batteries, des ampoules électriques aux turbines d'éoliennes, de l'optique aux équipements médicaux. Le Pentagone s'est récemment inquiété de l'impact - et d'une éventuelle pénurie - pour les applications militaires de pointe, notamment les alliages.
Le rationnement orchestré par Pékin peut aussi s'analyser comme une subvention à l'industrie implantée en République populaire, aux dépens de ses concurrentes installées à l'étranger. Les cours passent du simple au double lorsque les «terres rares» franchissent la frontière chinoise, dit-on à Bruxelles. Cet avantage, contraire aux règles, pourrait être le ressort de sanctions à venir à l'OMC.
L'UE s'inquiète d'un autre effet pervers: les droits de douanes et autres mesures non tarifaires accéléreraient la délocalisation d'industries d'avenir, toujours à la recherche du moindre coût. «Dans le domaine des hautes technologies, la chaîne d'approvisionnement bascule encore davantage vers la Chine», dit le responsable européen. Au bout du compte, c'est une question d'emplois, un argument qui n'a échappé ni aux États-Unis, ni à la France, deux pays lancés à pleine vitesse vers une élection présidentielle…
LIRE AUSSI:
» Matières premières: l'OMC condamne Pékin
Par Jean-Jacques Mevel

-Senza stabilire nessi causali fra questa notizia e il mio scritto di prima possiamo immaginare si,senza fatica,che c'è una linea di continuita fra cio che succede nel Congo e in Cina in proposito delle "terres rares":se cosi fosse questa denuncia di fronte al MEC starebbe ervidenziando un fallimento degli attuali principali lideri USA,UE e Giapponesi a mettere cura a certi guai gia da me commentati derivati dell'attuale revival dell'industrializazzione trascinato dalla produzione dell'alta tecnologia della NUOVA ERA principalmente cosi come l'ho affermato nella nota anteriore e in coerenza con affermazioni che in queste mie pagine ho fatto a lungo della mia opera.
Questa azione dei principali attori dell'Unione Europea,Usa e Giappone (anche se il trattamento dell'argomento è generico su tutta l'industria)delata inoltre una tardia corsa ai ripari per parte di governati che saranno chiamati fra non molto a mettere in votazione il suo periodo elettorale.
In questo contesto la NUOVA ERA ritiene che si dovrebbe differire questi richiami ad un futuro prossimo una volta che le attuali Ledership,molte dei quali agrappati ancora ad un selvaggio neoliberalismo rinnovino le sue cariche.Questo è il caso di Obama,di Montim,di Sarkozy non che la propia Merckel e forse anche Cameron.
Ma la NUOVA ERA ha altri validi motivi per chiedere l'apertura di un compasso di attesa:per primo bisogna ricordare che se attualmente la Cina detenta il quasi monopolio nella produzione delle "terres rares" cosi necessarie per l'industria del Mobile tra gli altre,non è perche in altri posti,e naturalemnte anche in Occidente,non essistano;ma propio perche l'industria Occidentale riposandosi nel basso costo della produzione Cinese ha preferito non sfruttare le propie riseve. E cosi oggi paghiamo il prezzo della propia imprevisione e il "cannibalismo" della speculazione neo-liberale.(1)
Dopo penso anche che cosi si metterebbero in pericolo le tiepide liberalizazzioni e riforme avviati in Cina dopo che il regime comunista(che dovrebbe smettere di cosi chiamarsi)ha rinnunciato al "transformismo giacobino" del pensiero dell'Illustrazione,compresa la visione positivista della scienza.
Inoltre non posso che rammentare come motivo in piu per l'apertura di questo parentesi e la necessaria attesa di nuovi autorita che si occupino della vicenda,la caduta di qualita delle democrazie Occidentali (che prossimamente dovranno rinnovarsi) per mancanza di ricambio delle ledership a causa dell'ellitismo delle attuali partitocrazie nei principali paesi:in USA le dinastie Clinton e Bush si sono spartiti oltre 20 anni(compreso il periodo Obama).Altro tanto pssiamo dire della Germania con la Merkel rampollo catapultato da Helmut Schmidt.E cosa anche in Italia dove fra Berluasconi e Prodi si sono spartiti il destino del paese da olte 20 anni.E via dicendo pensiamo anche al preteso continuismo di Sarkozy,o alla fatica che fa la Russia ad adattarsi al ricambio democratico come ci dimostra la vicenda Putin.E finalmente possiamo mettere nella lista il prolungarsi di tanti vertici della cupolare Unione Europea.
Per finire dovrei ricordare che il grosso dell'alta industria privata della NUOVA ERA USA,e anche di altri paesi Occidentali, hanno stabilito come base della sua produzione propio la Cina e non ho sentito alzarsi la sua voce di proptesta.E ne meno quella della CommonWealth.Forse sarebbe del caso chiedersi se è opportuno andare contro la Cina e mettere in pericolo le aperture per motivi elettorali congiunturali e per cause commerciali in vece di pensare "alla grande" sugli obiettivi mancati per cusa delle contradizioni interne di queste amministrazioni Occidental,come sono le promesse nel centrare il loro obiettivi su quelli regimi violentisti come la Corea del Nord e l'Iran.
(1)E a volte anche peggio:queste "terres rares" vengono sostratti al controllo legale visto che non sono dichiarati come tali e passano come materiale di scarto insieme all'estrazione di metalli "normali" come rame,ferro ecc. come succede nel Cile ad ess.

Vedi lo stesso scritto anche cua: http://blog.libero.it/CIANCIMINO/11145988.html

06:11 Écrit par DOTT. GIUSEPPE CIANCIMINO TORTORICI | Lien permanent | |  del.icio.us |

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